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Antichi insediamenti
Giovanni Nardone  maggiori info autore

Un altro insediamento, che doveva essere anche di una certa consistenza, era localizzato nei pressi dell’attuale chiesa di S.Giovanni situata all’inizio della valle del Giovenco. Nelle vicinanze si ritrovano pietre squadrate, resti di muri di terrazzamento, frammenti di tegoloni e vasi in terracotta e la presenza di una sorgente d’acqua, ed il toponimo “Le Castella del territorio posto poco più a monte, attestano la presenza di un abitato. 
 
Scendendo dalla chiesa di S.Giovanni, per la strada interpoderale che la collega al paese, si arriva in località “Ponticillo”, dove su un terreno per lo più pianeggiante, a confine con il fiume, sono presenti numerosi resti relativi ad una villa rustica romana. Abbondanti sono i frammenti di mattoni, tegoloni, dolia, ceramica acroma, ceramica a vernice nera, terra sigillata, mattoni triangolari stondati alla base a formare uniti una circonferenza, quali elementi costitutivi di colonne. Tre rocchi di colonna in pietra tronco conici di altezza 160 cm. e diametro delle basi di 50 e 30 cm; un’altra colonna cilindrica di conglomerato locale, alta 130 cm e diametro 50 cm, attualmente situata nel giardinetto pubblico di Bisegna; alcuni blocchi di pietra squadrata di forma parallelepipeda dei quali due presentano su una delle superfici dei fori relativi ad un sistema di aggancio con altre pietre o di fissaggio di cardini; un’altra pietra di circa 50 cm di lato che presenta al centro di una faccia un rilievo semisferico di circa 30 cm di diametro, relativo forse ad un sistema di giustapposizione con altri blocchi; nella cunetta di scolo, a lato della strada che attraversa e divide a metà il terreno occupato dalla villa, si vedono, in due punti, tratti di fondazioni tagliate perpendicolarmente dalla strada stessa, formate da pietre, frammenti di terracotta e malta; alcuni frammenti e una base intera di macinelli in pietra lavica di probabile origine campana; una moneta in bronzo recante sul verso le lettere S e C (Senatus Consultus) e sul recto una testa di imperatore, forse Traiano (I sec. d.C.), e ancora (Grossi) altre due monete di bronzo, un antoniano del 240 d.C., un dupondio dell’80-81 d.C. e un bronzetto di Marte. 
 
Molto interessante è una pietra detenuta da privati a forma di capitello, alta circa 37 cm, larga 35, profonda 23, recante sulla faccia frontale e laterale sinistra in bassorilievo rispettivamente una roncola ed un’accetta, l’altra faccia laterale è illeggibile perché scheggiata, e la faccia posteriore è appena sbozzata. Si tratta verosimilmente di un piccolo podio relativo a un donarium o ad una edicola, dedicata ad una divinità dei boschi, annessa alla villa stessa o situata nelle vicinanze, poco lontano a contatto con il fiume sono visibili altre pietre squadrate. E’ stata inoltre ritrovata una moneta medioevale che fa ritenere l’utilizzazione del sito anche dopo la fine dell’epoca romana. 
 
Altri due piccoli insediamenti forse esistevano, come ipotizzato anche dal Di Pietro che li chiama casali, nei pressi di altrettante chiese rurali di Bisegna: S.Pietro in Rocci e S.Tommaso in Cose. Queste erano già distrutte nel 1585, “appena si vedono le vestigia”, scrive mons. Colli durante la visita pastorale di quell'anno. S. Pietro era edificata nella zona chiamata localmente “I Rocci”, posta nella valle sul versante sinistro del fiume, all’altezza dell’attuale abitato, dove oggi non è possibile rinvenire alcuna traccia. S. Tommaso, in località Le Cose, doveva essere ubicata su un colle, chiamato colle S. Tommaso, a ridosso dell’antica strada comunale che dal fondovalle sale al paese. Anche qui non sono presenti resti di alcun genere, però a poca distanza più in basso, nei pressi della sorgente La Ferriera, si ritrovano numerosi frammenti di terracotta, tegoloni, vasi, ecc., pietre squadrate antiche, che fanno supporre la presenza di un vecchio insediamento relazionato con la chiesa di S. Tommaso posta leggermente più a monte.
 
Andrea Di Pietro ed alcuni autori recenti, collocano in questa zona il castello di “Loe ”, ma ciò è errato perché con il termine Loe si vuole intendere Ioe, antico nome di Gioia dei Marsi, paese posto a poca distanza e confinante con il territorio di Bisegna.
Gli insediamenti di Le Castella nei pressi della chiesa di S.Giovanni, chiamato in diversi documenti anche S.Giovanni in Bonaria, in Bozzano o in Bonazzo, quelli probabili di S.Pietro in Rocci e di S.Tommaso in Cose, contribuirono a formare il nuovo attuale insediamento.

 

 
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